Serata con FRANCO MASCHIO

L’Associazione Sport Cultura e Spettacolo San Marco
presenta
Il caffè del venerdì
Serata con lo scultore
FRANCO MASCHIO
e “Le vie dell’anima”

Venerdì 24 febbraio 2017 alle ore 20.45
nella Sala Comelli di Viale Volontari, 61 – Udine (Ingresso Via Tarcento)
Ingresso con offerta libera


Il caffè del venerdì aderisce a m’illumino di meno 2017

m'illmino di meno 2017


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Video della scultura scolpita durante Il caffè del venerdì

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BIOGRAFIA

Franco Maschio (caricatura)Franco Maschio è nato a Majano, in provincia di Udine, nel cuore del Friuli qui vive con la famiglia che adora: i due figli, Marco e Federico, “le perle della sua collezione” e Neva, una moglie dolcissima e comprensiva.
Questa serenità familiare e la realtà provinciale, diffidente ed introversa per molti aspetti, ma ancora piena di genuine espressioni, hanno sicuramente contribuito alla lenta e progressiva trasformazione culturale ed artistica di questo autore.
In questi ultimi anni, infatti si e andata delineando nelle sue opere una componente quasi inaspettata, insospettabile rispetto alle sue creazioni giovanili, così piene di vigore, così cariche dentro, da doversi esprimere con un movimento dai toni a volte prorompenti, quasi violenti.
In tutte le sue figure c’era un’esplosione di moti, come a volersi liberare, divincolandosi, dal freno della staticità, dell’uniformità, della noia. Era, ed è, sicuramente coinvolgente: quelle sculture infatti ti fanno crescere una cosa dentro come se in ognuno di noi dovesse verificarsi un “big – bang”.
Ti cresce un’ansia, uno stato di irrequietezza tale che si assopisce soltanto se riesci ad immedesimarti nell’oggetto diventandone soggetto attivo, oppure smaterializzando la scultura per poterle restituire quella carica che ti ha trasmesso.
Da questa fase così dinamica ed aggressiva a quella attuale, che pur non prevedibile, rappresenta quasi l’inevitabile espressione della maturazione ed incipiente maturità artistica dello scultore.
II movimento è mantenuto non per esprimere questa esteriorizzazione dell’io vissuto, ma per meglio definire un istante dell’io sofferto. E’ una fase di introspezione psicologica che non rifiuta la plasticità delle forme (che anzi vengono esaltate per rendere più immediato questo dialogo dentro-fuori-dentro) e che non cade nel tranello (ormai luogo comune) del pensiero sofferenza=negatività per cui un sentimento, letto dentro, diventa automaticamente grigio, triste, opaco.
C’è sì la sofferenza (e ce n’è tanta), ma la cogliamo solo perché ci immedesimiamo subito in quella espressione poiché è stata nostra ancor prima che dell’opera, e sarà più nostra ora che l’abbiamo rivissuta. L’autore ferma il movimento esaltandone alcuni tratti, blocca l’azione dell’essere per cogliere il significato del divenire e in noi, quell’attimo di poesia, diventa prosa per tornare a sprazzi poesia, nel gioco affascinante del rimuovere il nostro io vissuto (la prosa) e dell’esaltazione del nostro io ideale (la poesia).
Si stabilisce così un prepotente rapporto di possessività, di esclusività come se fossero emanazioni del nostro sentire, compendio di una memoria storico-arcaica e di una aspettativa futura, impalpabili nella nostra mente e concretizzati nell’opera di questo singolare artista.

(Tratto dal Sito ufficiale di Franco Maschio)
www.maschioscultore.com
Pagina Facebook “Franco Maschio scultore”

2 commenti su “Serata con FRANCO MASCHIO

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